La mobilità aziendale è sembra in cambiamento, come abbiamo spiegato a MissionForum 2025 parlando di obiettivi di sostenibilità, ma… Regna troppa incertezza: geopolitica, economica e normativa. A confermarlo Arval, che ha pubblicato il Barometro delle Flotte Aziendali e della Mobilità 2025.
In sintesi, un’azienda su tre fatica perchè deve contenere l’aumento del TCO: +11% nell’ultimo anno. Ci sono poi quelli che devono adeguarsi alle politiche restrittive in materia di veicoli termici e infine chi si preoccupa maggiormente la promozione di una guida sempre più responsabile verso i propri collaboratori. Per gestire questa fase, servono dati e tecnologia, interpretati correttamente: per migliorare la gestione della mobilità aziendale.
E infatti il 64% delle aziende sta già utilizzando o pensa di utilizzare i dati provenienti dal veicolo, la telematica per cui alcuni fornitori di sistemi vengono anche premiati annualmente ai MissionFleet Awards.
Quali motori per le flotte
Lato motorizzazioni, a spingere è la politica di CSR (34%) più che la volontà di risparmiare sulle spese di carburante, secondo l’Osservatorio aggiornato di Arval.
La stima è che entro tre anni, un’auto su quattro sarà 100% elettrica mentre, per gli LCV, il rapporto sarà di uno a cinque. Ovviamente sei aziende su dieci hanno già installato, o pensano di farlo nei prossimi 12 mesi, punti di ricarica presso le sedi. Solo il 58% supporta l’installazione di punti di ricarica domestica e la metà delle aziende prevede rimborsi per le ricariche pubbliche. Si tratta di ricaricare le auto con tempi e costi molto diversi, come mostrato nella figura qui riportata: l’adeguata charging strategy della flotta è strategica per le aziende.
Mobilità aziendale e welfare
Continua il trend che vede i gestori della mobilità aziendale ottimisti sulla crescita della flotta. Il 93% dichiara che nei prossimi tre anni la flotta aumenterà o rimarrà stabile. Le tematiche HR sono citate nel 61% dei casi, la proposta di veicoli condivisi ai dipendenti nel 45%, l’offerta di veicoli anche ai dipendenti che non ne avrebbero diritto nel 36%, rafforzando così il ruolo del welfare aziendale sul futuro delle flotte.
Il corporate car sharing, il bike sharing, il car pooling, le app per prenotare servizi di mobilità o le card per pagare i diversi servizi, servono per essere in linea con le politiche di CSR aziendali (45% dei casi) ma anche per attrarre o trattenere talenti (43%), per rispondere o anticipare nuove normative sulla mobilità dei dipendenti (34%), per migliorare l’employer branding (26%) e perfino per migliorare la produttività dei dipendenti (9%).
“I risultati del Barometro 2025 evidenziano l’impegno delle imprese nel combinare innovazione ed efficienza operativa” dichiara Massimiliano Abriola, Head of Consulting & Arval Mobility Observatory di Arval Italia. “La tensione verso la sostenibilità si affianca alla ricerca dell’ottimizzazione dei costi qualificando elettrificazione, sharing e dati come gli abilitatori tecnologici della mobilità che soddisfa vincoli di TCO e obiettivi ESG”.