La premier Giorgia Meloni, in occasione della visita sull’Amerigo Vespucci a Ortona, si è finalmente sbilanciata sulla questione della “liberazione degli Stati Uniti”, come l’ha definita Donald Trump, e in particolare sui dazi imposti all’Italia e sul Green Deal.
Dazi, Meloni “Un problema da risolvere”
“Sono ovviamente preoccupata, è un problema che va risolto. Non ne farei la catastrofe che sto ascoltando in questi giorni che mi preoccupa paradossalmente più del fatto in sé. Parliamo di un mercato importante, quello Usa, che vale circa il 10% della nostra esportazione. Non smetteremo di esportare negli Usa, ma attenzione all’allarmismo che sto vedendo in queste ore”.
Meloni cerca di rassicurare gli italiani con l’obiettivo dichiarato di azzerare i dazi, una promessa che, in un contesto attuale, sembra paradossale, soprattutto considerando l’apparente inutilità della simpatia che il tycoon nutre nei suoi confronti. La situazione si complica ulteriormente quando si riflette sull’ironia di un simile progetto in un periodo in cui le dinamiche politiche internazionali non sembrano affatto favorevoli a tale obiettivo.
Meloni: agire anche sul Green Deal
In particolare la premier Meloni si è espressa in maniera attiva sull’adeguamento del Green Deal in tutela del settore automotive.
“In questo momento – ha detto – possiamo fare intanto alcune cose a livello europeo che sono importanti. Forse dovremo ragionare di sospendere le norme sul Green Deal in tema di automotive, settore colpito dai dazi”.
Come? Con la clausola generale di salvaguardia che prevede una deroga al Patto di stabilità. E infine si esprime sulle motorizzazioni, come vantaggio competitivo: “C’è una materia energetica che è fondamentale, bisogna accelerare sulla riforma del mercato elettrico. Sull’energia forse bisogna essere un po’ più decisi e coraggiosi. Intanto ragioniamo su che cosa anche noi possiamo fare sfruttando una difficoltà per farla diventare un modo per fare dei passi avanti importanti in una fase che lo richiede”.