Dramma mobilità a Milano: spariranno il 70% di moto, scooter e motorini (nel 2028)

A Milano il divieto circolazione motocicli fermerà fino a euro 3: sparisce il 70% dell'attuale parco circolante motociclistico in città?

Di recente si è svolta una conferenza che lancia allarmi importanti, per chi si sposta sulle due ruote motorizzate:

DUE REFERENDUM PER REVOCA E ABROGAZIONE DELLA NORMATIVA COMUNALE RELATIVA ALLA LIMITAZIONE E AL DIVIETO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DI MOTOVEICOLI E CICLOMOTORI

Dettagliamo qui quanto ha espresso Simonpaolo Buongiardino presidente Assomobilità, ovvero: ripensare, a Milano, alle norme di divieto sulla circolazione dei motocicli. Dall’euro 0,1 e 2 di prossimo blocco, allo stop (nel 2028) dei motoveicoli euro 3, il cui è effetto sarebbe la sparizione del 70% del parco circolante motociclistico in città

Siamo vicini ai motociclisti e molto attenti alle attività che si occupano di questo settore: guardiamo, perciò, con interesse – afferma Simonpaolo Buongiardino, presidente di Assomobilità (Confcommercio Milano) – all’iniziativa referendaria per la revoca e l’abrogazione delle norme stabilite dal Comune di Milano sui divieti per la circolazione dei motoveicoli e dei ciclomotori (presentata oggi in una conferenza stampa a Palazzo Marino dai consiglieri comunali Enrico Marcora e Riccardo Truppo)  perché i divieti sono un provvedimento eccessivo verso una modalità di trasporto che fluidifica il traffico cittadino. I motocicli sono, infatti, ‘responsabili’ di una percentuale veramente ridotta, l’1,3%, delle emissioni (fonte Agenzia europea dell’ambiente)”.

sciopero mezzi maggio 2024

A ottobre di quest’anno, secondo le disposizioni del Comune, si bloccano a Milano le moto euro 0,1 e 2 “ma quello che veramente ci preoccupa – sottolinea Buongiardino – è l’estensione, prevista nel 2028, del divieto di circolazione anche ai motocicli a quattro tempi euro 3: in questo modo verrebbe complessivamente colpito dallo stop quasi il 70% dei motoveicoli circolanti in città”.

Sarebbe una misura pesantissima – conclude Buongiardino – di limitazione della libertà, ma anche un grave danno per il conseguente congestionamento del traffico, in quanto le due ruote motorizzate sono il modo più semplice per la circolazione milanese. Inoltre, si creerebbe un danno importante, in un momento storico delicato, a tutte le aziende che fanno della manutenzione e della rivendita di questi mezzi parte rilevante della loro attività. Il referendum abrogativo è uno strumento, ma altrettanto importante è confrontarsi con l’Amministrazione comunale per far comprendere quanto queste misure siano eccessive”.

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